Nonostante le apparenze, il film non parla tanto di misticismo quanto di carnalità; non è tanto un film di certezza quanto di dubbio. Ed è proprio nell’inquietante insicurezza che provoca che diventa interessante. Racconta il cataclisma che una famiglia vive il giorno in cui la figlia maggiore decide di lasciare tutto, o quasi tutto, per il Tutto. La madre è morta da tempo; il padre sopraffatto dai debiti e preoccupato da altre questioni si allontana; e la zia più agnostica e combattiva si lancia in una battaglia fisica (che è anche una lotta anima a anima) per annullare una decisione che non comprende per la semplice ragione che è inspiegabile. La fede ha i suoi modi.
Dall’inizio alla fine, il nuovo film della regista Alauda Ruiz de Azua, fedele alla sua visione di un cinema trasparente fino al punto di risultare doloroso, concede allo spettatore la grazia e la virtù di una storia che risuona in ogni personaggio, in ogni inquadratura, in ogni delusione. Ciascun membro della famiglia ha le sue ragioni, le sue speranze e le sue crisi. E il film, nella sua interezza, li accompagna, li ascolta e li rispetta con una toccante delicatezza, profondità e moderazione. Costruito sulla fede, fede in Dio ma anche fede nel cinema e nell’immagine dunque fede laica, non esita a spogliare quella stessa fede fino alla sua materialità più cruda, alla sua immanenza più grezza. Ed è nella contraddizione tra le due, in ognuno dei suoi dubbi, che trova la forza di vivere. L’inquadratura in cui Ainara sembra sperimentare una sorta di estasi, un’illuminazione intima, è un momento scomodo e provocatorio perché non satireggia né scredita l’esperienza spirituale: la prende assolutamente sul serio. Questa serietà spiazza sia i personaggi che lo spettatore. Il film si muove da lì in poi in quella zona grigia in cui l’invocazione religiosa può essere interpretata sia come conforto di fronte alla perdita della madre, sia come ricerca di significato in mezzo al caos familiare, sia come un’autentica convinzione trascendente.
La messa in scena evita risposte categoriche: la tensione centrale risiede nel contrasto tra coloro che cercano di discernere la propria fede e coloro che hanno già deciso di non credere, o di non credere in quel modo di vivere. La scena dell’incontro tra zia Maite e la superiora del convento è rivelatrice: il campo/controcampo struttura lo scontro verbale, mentre il padre opta per una passività che, paradossalmente, si configura anch’essa come una forma di imposizione. Maite esprime a parole la sua paura: che Ainara rinunci all’università, al desiderio, all’amore fisico, all’esperienza mondana. La sua opposizione non è solo ideologica, ma esistenziale. La crisi di fede della nipote illumina la crisi emotiva della zia. Il film suggerisce che ogni discussione su Dio è anche, necessariamente, una discussione sulla propria vita. Il titolo, “domeniche”, allude sia al giorno della messa che al pranzo in famiglia. Due istituzioni, la Chiesa e la famiglia, che condividono rituali, norme, gerarchie e silenzi. Entrambe, nel film, sembrano plasmare l’identità individuale. Il confronto tra le due incarna il vero conflitto: non è però Dio contro la famiglia, ma due modi di intendere la libertà. Ainara non decide nel vuoto: decide all’interno di un contesto in cui il ricordo della madre assente pesa quanto le aspettative del padre o l’affetto protettivo della nonna.
In definitiva il film non tratta tanto della questione se Ainara debba o meno diventare suora, quanto del prezzo che c’è sempre da pagare per qualsiasi decisione autentica. Credere implica rinunciare; non credere, altrettanto. Di qui l’interesse del film per gli spazi intermedi, per i silenzi che lacerano le famiglie e per la difficoltà di accettare che i nostri figli non ci appartengano più. L’inquadratura finale, sobria e aperta, non chiude il significato. Esige un atto personale: prendere posizione, dubitare, accettare l’incertezza.
Foto: Los domingos (2025) © 2025 Movies Inspired All Rights Reserved.
Ainara, una giovane donna, deve affrontare decisioni personali e opzioni professionali mentre la sua famiglia diventa irrequieta.
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