Francis Lawrence

The Long Walk

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La domanda è: come mai ci sono voluti tanti anni per avere la riduzione cinematografica di questo romanzo, vista la mole enorme di scritti di Stephen King tradotti sullo schermo da qualche decennio a questa parte? Infatti The Long Walk è addirittura il primo romanzo da lui scritto, anche se non il primo a essere pubblicato. Il prolificissimo fenomeno del Maine lo scrisse nel 1966, durante il suo primo anno all’università, quindi ben otto anni prima della pubblicazione di Carrie. Negli States uscì solo nel 1979, incluso nella collezione The Bachman Books (infatti King si firmava ancora Richard Bachman), in Italia nel 1985 nella fantastica collana di Urania. Difatti The Long Walk è ambientato in un presente alternativo, in una versione distopica degli States ridotti a un regime autoritario, protagonisti i cento (cinquanta nel film) partecipanti a una terrificante gara di marcia sottoposta a regole ferree, che se infrante comportano l’immediata eliminazione del concorrente da parte della scorta armata. Chi vince, che poi è l’unico superstite, riceve ciò che desidera per il resto della sua vita. Evidenti le strette analogie con un romanzo americano assai simile nella filosofia e nella trama, Non si uccidono così anche i cavalli?, pubblicato nel 1935, in piena Grande Depressione, da Horace McCoy. In quel caso, si trattava di una estenuante maratona di danza che si concludeva con un premio in denaro per la coppia vincitrice. Guarda caso, anche il romanzo di McCoy dovette attendere un bel po’ di tempo per avere la sua brava riduzione cinematografica, esattamente fino al 1969, nel bellissimo film di Sydney Pollack che guadagnò la nomination a ben nove Oscar (vinse però solo Gig Young come miglior attore non protagonista).

Perché dunque un tale ritardo comune ai due casi? Una risposta potrebbe essere che si tratta di storie molto deprimenti, che gettano una luce sinistra sulla situazione sociale ed economica degli States, cosa che non invoglia certo Hollywood a investire quattrini. In pieno clima di New Hollywood e di politica anti-nixoniana il romanzo di McCoy ebbe infine la sua occasione. Nel caso del romanzo di King, potrebbe avergli giovato il fatto che il contesto storico del libro (un’America in piena crisi economica in cui vige un regime dittatoriale di stampo militare) ben si attaglia all’attuale situazione del Paese, sotto il giogo di un Presidente che pare un pazzo scatenato, con forti tentazioni autoritarie e circondato da capitalisti filofascisti e neofeudali. 

Sia come sia, in era trumpiana è finalmente venuta l’ora anche per questo romanzo di King, in un film che segue passo per passo la vicenda del romanzo pedinando con lunghi piani sequenza a precedere o a seguire tutti i “tipi” della variopinta fauna umana coinvolta nella gara e descrivendo con tonalità anche splatter la loro inesorabile eliminazione uno dopo l’altro, ma modifica profondamente il finale, in senso ideologico e politico. Nel libro, infatti, il protagonista Ray Garraty rimane unico superstite della marcia, ma crede di vedere una figura scura che lo chiama da lontano: credendo che vi sia ancora qualcuno in gara, continua a camminare, fino a quando il mefistofelico Maggiore non lo ferma. Si intuisce però che i suoi amici, quelli che si è fatto marciando fianco a fianco per centinaia di miglia (McVrise, Olson, Beker e Stebbins), in qualche modo in realtà sopravvivano assieme a lui. Un finale che, come in molti altri romanzi di King, rimane dunque in sospeso.

Nel finale del film, e mi scuso per lo spoiler (non leggete da qui in avanti!) Garraty si fa invece uccidere e gli sopravvive l’afroamericano McVrise, che lo vendica uccidendo il Maggiore. Una chiusa tutta politica, ovviamente, che non crediamo di sbagliare se etichettiamo come anti-trumpiana, esattamente come la chiusa di Non si uccidono anche i cavalli? nella versione filmata era chiaramente anti-nixoniana. Cambiano i tempi e le stagioni, ma non è difficile ritrovare nel cinema americano corsi e ricorsi che può essere divertente e istruttivo catalogare e analizzare.

The Long Walk
Usa, 2025, 108'
Titolo originale:
The Long Walk
Regia:
Francis Lawrence
Sceneggiatura:
JT Mollner
Fotografia:
Jo Willems
Montaggio:
Mark Yoshikawa, Peggy Eghbalian
Musica:
Jeremiah Fraites
Cast:
Cooper Hoffman, David Jonsson, Mark Hamill, Garrett Wareing, Charlie Plummer, Ben Wang, Roman Griffin Davis, Judy Greer
Produzione:
Vertigo Entertainment
Distribuzione:
Adler Entertainment

Cento ragazzi partecipano ad una competizione estrema conosciuta come The Long Walk: camminare senza mai fermarsi, mantenendo un’andatura costante. Chi rallenta riceve un ammonimento, al terzo errore viene eliminato …definitivamente. Solo uno sopravvivrà, conquistando un premio senza limiti.

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