CINEFORUM / 23NS

Effetto cinema

La macchina del disordine

In questo senso, oltre che una specie di sequel “morale”, l’Odissea rappresenta, rispetto a Oppenheimer, un ritorno, mediato idealmente dal viaggio di Ulisse, all’inizio di tutto, al momento di una prima e definitiva detonazione del disordine che, fin da Following (1998), rappresenta uno dei grandi temi del cinema di Nolan. È un movimento di risalita nel punto esatto in cui qualcosa si è definitivamente rotto – una legge, un codice, un ordine, appunto – e l’umanità ha cominciato a essere sé stessa, a rendere eroica e insieme disprezzabile la propria vicenda – una maldicenza oppure un poema. È l’energia di questo disordine, la sua complicata morale e il suo dramma, la sua audacia e la sua miseria, a costituire la materia prima del cinema di Nolan, e che una galleria di eroi fuori dall’ordinario, sempre sul punto di mettere le mani in quel disordine, per rivelarlo e insieme rilanciarlo, si incarica di interpretare senza riserve, limiti, prudenza. È l’estremismo, più ancora di una evidente grandezza di visione, progettazione e realizzazione, a definire il cinema di Nolan, a spiegarne la forma e, soprattutto, le intenzioni morali; è l’azione di un’idea che prende forma, detonazione nella mente e nel corpo, una visione che rimbalza tra il sogno, la fantasticheria, l’allucinazione e la veglia: le macchine magiche di Robert Angier e Alfred Borden, le complesse architetture immaginate da Dominic Cobb, la cucitura – letterale – della maschera di Batman da parte di Bruce Wayne, il viaggio interstellare di Joseph Cooper, e ovviamene la bomba di Oppenheimer e adesso il cavallo di Troia di Ulisse. Uomini del genere, che danno forma e visibilità a qualcosa di inaudito o inespresso – uomini che pensano e progettano e costruiscono, lavoro delle mani quanto della testa –, uomini che creano e distruggono, che inseguono un’immagine e la traducono in realtà per cambiare la realtà e la sua percezione (spesso, non a caso, di ciò che può essere visto e compreso), sono i veri protagonisti del cinema di Nolan, della sua energia. Tornare a Ulisse significa confrontarsi con il primo stampo di questa forma.