CINEFORUM / 23NS

Horror Vacui

D’accordo, “la natura aborre il vuoto”, ci spiega la fisica aristotelica, ma se fosse il vuoto ad aborrire la natura? L’Uomo sta in mezzo e dopo secoli in cui la madre di tutte le paure è stata la natura, per intere generazioni cresciute in sospensione tra mondo reale e realtà virtuale il vuoto è diventato lo spettro da evocare ed esorcizzare, desiderare e temere.

Le disfunzioni narrative innescate online dalla mitologia dei creepypasta traducono in chiave autogenerativa la classica infinitezza della serialità horror, esattamente come gli spazi liminali aperti nelle backrooms disperdono nel vuoto pneumatico introflesso la logistica dell’horror anni ‘80, radicata nei vissuti di luoghi e comunità.

Alla Loggia Nera di Twin Peaks, che era uno spazio metafisico offerto come vanishing point per prospettive differenti della realtà, la Generazione Z di Kane Parsons sostituisce la Backrooms, che traduce nel vuoto il senso dell’esperienza fisica e mentale della paura. Alla Haddonfield del Michael Myers di Halloween, una Millennial come Jane Schoenbrun sostituisce il luogo immaginario esponenziale di Camp Miasma, che traduce in una mitopoiesi identitaria, introflessa e astratta l’immanenza fisica e simbolica dello slasher classico, liberando la Final Girl dal suo destino.

Benvenuti nell’era dell’Horror Vacui.