Salvatore Mereu

Alberi erranti

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Settimo lungometraggio di Salvatore Mereu, Alberi erranti segna un’evoluzione significativa nella ricerca formale del regista sardo. Presentato in concorso internazionale al 79° Festival di Locarno, traspone sullo schermo l'omonimo romanzo di Alberto Capitta. In una Sardegna mai dichiarata, tre famiglie incarnano altrettanti modi di abitare il mondo: gli Arca, padre e figlio che hanno trasformato il proprio casolare in un rifugio per animali feriti; i Nonne, notabili di provincia armati e custodi di un ordine patriarcale; i Branca, borghesia illuminata e malinconica. L'amicizia tra Giuliano Arca ed Emilio Nonne e il rifiuto di un matrimonio d'interesse incrinano gli equilibri imposti, aprendo una faida che progressivamente si apre alla dimensione della fiaba: un racconto sullo sradicamento, sulla sopraffazione e sulla possibilità di immaginare forme di convivenza alternative all'ordine imposto.

Lontano dalle operazioni di folklore isolano, Mereu si avvicina alla linea del cinema italiano recente che ha in Rohrwacher, Frammartino e Marcello alcuni dei suoi interlocutori più prossimi. Un cinema che esplora il margine, interroga la frattura tra mondo arcaico e modernità disincantata e cerca nell'invenzione del realismo magico una via di ricomposizione del rapporto, tra i viventi, umani e non-umani. Rispetto ai precedenti come Sonetàula e Bentu, abbandona la lingua sarda e attori non professionisti per affidarsi all'italiano standard e a un cast di interpreti conosciuti e riconoscibili. La prova corale, guidata da Massimo Popolizio, restituisce personaggi efficaci nella loro dimensione archetipica, sebbene finisca talvolta per semplificare il conflitto. Anche di Maddalena, pur occupando uno spazio narrativo considerevole, si fatica a cogliere fino in fondo la complessità, fino ad assumere nel finale i contorni di una ricompensa per Giuliano. 

Il conflitto è innanzitutto un conflitto di rapporti con il vivente. Se gli Arca praticano una simbiosi con il creato, i Nonne esercitano sopraffazione violenta fondata sulla caccia e sul rigetto di qualsiasi alterità. Esiste poi un altrove, laterale rispetto alla lotta tra le famiglie che abita palafitte, case sugli alberi e un treno abbandonato, quello de “i bambini”. Con l’asilo qui concesso ai due profughi, la fiaba rivela l’essenza: schierarsi con gli ultimi e i perseguitati, con tutto ciò che il potere percepisce fuori posto.

È soprattutto nella costruzione visiva che il film trova i suoi momenti più felici. La fotografia di Francesco Piras alterna quadri frontali e campi lunghi a movimenti fluidi, in un ritmo dilatato, anche il tempo si sgretola in anacronismi voluti: il calendario fermo al 1992, il manifesto al cinema de La stanza del figlio, Vivo di Andrea Laszlo De Simone, Che sarà cantata da due ragazzi. 

L’immaginario  del film trova nella parte iniziale la propria espressione più compiuta: il bambino che studia accanto a un asino, una tartaruga e alcune oche, ripetendo i versi de L'Infinito di Leopardi, consegna un'idea di convivenza con il mondo naturale tanto semplice quanto incantata. L'ossimoro del titolo, alberi che camminano, rovescia l'idea di appartenenza come stanzialità e fa dell'erranza una possibile forma di libertà. Eppure, l'approdo immaginato da Mereu rimane un'enclave, un rifugio circoscritto più che un'alternativa praticabile al mondo esterno. L'incanto si rivela così tanto una possibilità di resistenza quanto il sintomo di una frattura: per ritrovare un rapporto con la natura, e forse con sé stessi, occorre prima abbandonare il mondo che lo ha reso impossibile. Immaginare un altrove, e andarci.

Stills: Alberi erranti (2026) © 2026 Viacolvento All Rights Reserved

Alberi erranti
Italia, 2026, 180'
Regia:
Salvatore Mereu
Sceneggiatura:
Alberto Capitta, Salvatore Mereu
Fotografia:
Francesco Piras
Montaggio:
Salvatore Mereu, Jacopo Quadri
Cast:
Romeo Alex Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy
Produzione:
Viacolvento, Rai CInema, Ministero della Cultura (MiC), Fondazione Sardegna Film Commission, Regione Autonoma della Sardegna, Provincia di Nuoro, Comune di Dorgali (NU), Comune di Cagliari
Distribuzione:
Viacolvento

Piero e suo figlio Giuliano vivono in un casolare stipato di animali feriti. I notabili del luogo vogliono cacciarli via. Durante una nevicata, Piero scompare e gli animali vengono uccisi. Giuliano si mette alla ricerca del padre.

Locandina: Alberi erranti (2026) © 2026 Viacolvento All Rights Reserved

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