Il cinema scompare, ma poi, forse, riappare. Scomparsi David Lynch (per il quale abbiamo ribaltato il numero della rivista), il formidabile Gene Hackman, la tenera Eleonora Giorgi, ci ritroviamo a celebrare i centenari di autori che continuano a sembrarci più che contemporanei: Robert Altman e Sam Peckinpah, nati a un giorno di distanza nel febbraio del 1925. Fortunatamente, a non far dimenticare questi volti e questi stili e (speriamo) a non far disamorare del cinema tante generazioni, anche future, ci sono i film che rivivono, anche in sala, riaccesi di colori e umori, restaurati in 4K o talvolta addirittura in pellicola: è appena ritornato, nel suo venticinquesimo “compleanno” quello che è forse il più bel mélo del XXI secolo (In the Mood for Love di Wong Kar-wai), come sono ritornati Taxi Driver di Scorsese e M.A.S.H. di Altman e stanno circolando alcuni capolavori di Kurosawa e L’angelo azzurro di Sternberg, grazie al lavoro della Cineteca di Bologna, di Lucky Red, Nexo Studios MYmovies, Lab 80 film e tutte le altre compagnie, le cineteche, le sale grandi e piccole che fanno scoprire e riscoprire la bellezza del cinema ai nuovi e antichi spettatori.
Tra tutti questi film, vorrei fare una segnalazione speciale per un magnifico cult che La Cineteca di Bologna rimanderà in sala il 31 marzo: Peeping Tom (titolo italiano: L’occhio che uccide), diretto da Michael Powell nel 1960, grande padre di tanti film sul cinema, soprattutto se thriller, sul mestiere di regista e sulla passione dello spettatore. La storia di un giovane operatore cinematografico londinese, che vuole fare il regista ma è anche un serial killer. Un personaggio terribile e tenero, un film che si e ci interroga sulla passione per la visione, sulla natura stessa del guardare e, perciò, del cinema. Un modello dichiarato per tanti registi successivi, a partire da Scorsese, Coppola e De Palma.
Con questo numero, aumenta il prezzo di copertina e il tariffario abbonamenti di «Cineforum». Una decisione presa con difficoltà, ma inevitabile, causata dal generale aumento dei costi di produzione, gestione e distribuzione, a partire dal costo della carta. Siamo piccoli e indipendenti, ma desideriamo andare avanti con la scommessa su un prodotto di cultura cinematografica ampia e articolata, colta e pop. Con i nostri sforzi e con la consapevolezza della vostra approvazione, che continuiamo a verificare nelle vendite e nei messaggi che ci inviate, e della quale vi ringraziamo. Daremo valore al vostro denaro, è una promessa.