CINEFORUM / 17NS

A volte ritornano

Il cinema scompare, ma poi, forse, riappare. Scomparsi David Lynch (per il quale abbiamo ribaltato il numero della rivista), il formidabile Gene Hackman, la tenera Eleonora Giorgi, ci ritroviamo a celebrare i centenari di autori che continuano a sembrarci più che contemporanei: Robert Altman e Sam Peckinpah, nati a un giorno di distanza nel febbraio del 1925. Fortunatamente, a non far dimenticare questi volti e questi stili e (speriamo) a non far disamorare del cinema tante generazioni, anche future, ci sono i film che rivivono, anche in sala, riaccesi di colori e umori, restaurati in 4K o talvolta addirittura in pellicola: è appena ritornato, nel suo venticinquesimo “compleanno” quello che è forse il più bel mélo del XXI secolo (In the Mood for Love di Wong Kar-wai), come sono ritornati Taxi Driver di Scorsese e M.A.S.H. di Altman e stanno circolando alcuni capolavori di Kurosawa e L’angelo azzurro di Sternberg, grazie al lavoro della Cineteca di Bologna, di Lucky Red, Nexo Studios MYmovies, Lab 80 film e tutte le altre compagnie, le cineteche, le sale grandi e piccole che fanno scoprire e riscoprire la bellezza del cinema ai nuovi e antichi spettatori.
Tra tutti questi film, vorrei fare una segnalazione speciale per un magnifico cult che La Cineteca di Bologna rimanderà in sala il 31 marzo: Peeping Tom (titolo italiano: L’occhio che uccide), diretto da Michael Powell nel 1960, grande padre di tanti film sul cinema, soprattutto se thriller, sul mestiere di regista e sulla passione dello spettatore. La storia di un giovane operatore cinematografico londinese, che vuole fare il regista ma è anche un serial killer. Un personaggio terribile e tenero, un film che si e ci interroga sulla passione per la visione, sulla natura stessa del guardare e, perciò, del cinema. Un modello dichiarato per tanti registi successivi, a partire da Scorsese, Coppola e De Palma.

Con questo numero, aumenta il prezzo di copertina e il tariffario abbonamenti di «Cineforum». Una decisione presa con difficoltà, ma inevitabile, causata dal generale aumento dei costi di produzione, gestione e distribuzione, a partire dal costo della carta. Siamo piccoli e indipendenti, ma desideriamo andare avanti con la scommessa su un prodotto  di cultura cinematografica ampia e articolata, colta e pop. Con i nostri sforzi e con la consapevolezza della vostra approvazione, che continuiamo a verificare nelle vendite e nei messaggi che ci inviate, e della quale vi ringraziamo. Daremo valore al vostro denaro, è una promessa.