La regista, Dina Duma si è laureata in Regia cinematografica alla Facoltà di Arti Drammatiche di Skopje. Il suo primo lungometraggio, Sisterhood, è stato presentato nel 2021 al Festival di Karlovy Vary vincendo il Premio speciale della Giuria e ha rappresentato la Macedonia del Nord agli Oscar 2022 nella categoria Miglior lungometraggio internazionale. Nel 2026 Skateboarding Is Not for Girls (con una sceneggiatura tutta la femminile) è stato presentato al Tribeca Festival, vincendo il Nora Ephron Award.
Il film è raccontato dal punto di vista di Adela (Efkjar Abaz) una ragazzina che vive a Skopje nel quartiere rom con la mamma Esma e la sorella più grande Zara. Il padre in Svizzera è sparito e non manda più soldi per sostenere la famiglia. La mamma che ha studiato ma non trova lavoro, mantiene sé e le figlie facendo le pulizie. Nonostante la disperazione della situazione, le tre donne sono molto unite in particolare le due sorelle che hanno un rapporto molto stretto e affettuoso. Zara è innamorata, corrisposta di un ragazzo che lavora al cimitero mentre Adela, bambina ribelle e un po' scontrosa, è interessata soprattutto al suo skateboard. Quando la situazione economica da precaria si fa disperata Esma, seguendo a malincuore il consiglio della cognata Aida (che rappresenta la parte più legata alle tradizioni e ai costumi rom e che si sente in parte responsabile del comportamento incosciente del fratello), dapprima rifiuta e poi decide di “vendere” Zara al mercato delle spose in Bulgaria, dove la cognata ha individuato una famiglia ricca che potrebbe risolvere tutti i loro problemi economici. Zara è disperata e Adela cerca in tutti i modi di evitare un matrimonio di interesse alla sorella, iscrivendosi ad una gara di skateboard con l’intento di vincere il primo premio e procurarsi i soldi necessari.
La regista decide di dare voce a un universo femminile che si trova in bilico tra nuove spinte e tradizioni consolidate. Tre generazioni di donne: le due sorelle sono la generazione con la testa nel futuro, tirate indietro verso una tradizione che ancora vede i matrimoni combinati come unica soluzione. La mamma più moderna ed emancipata della cognata, non riesce ad immaginare e a creare un futuro per la sua famiglia e si arrende a malincuore, ad accettare “l’aiuto” della zia Aida, fedele a tradizioni mai messe in discussione.
In questo turbinio rimangono salde la tenerezza e l’amore tra le due sorelle, tra patti e promesse di non separarsi. Ognuna delle donne della storia a suo modo cerca di trovare una soluzione. Non mancano colpi di scena e situazioni tragicomiche, con coloriture folkloristiche. E’ con mano leggera ma decisa che la regista racconta questa storia di donne.
Uomini? Pochi, Assenti o non pervenuti.
