Jacqueline Zünd

Don't Let the Sun (Catch You Crying)

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Proposto a Locarno 78, sezione Cineasti del Presente, l'opera prima di Jacqueline Zund (nel lungometraggio, perchè come documentarista ha quattro titoli in curriculum, facendosi particolarmente apprezzare - e premiare - con Goodnight Nobody, nel 2010 e Where We Belong, nel 2019) mostra più di un motivo di interesse e originalità. Da notare che il titolo richiama un noto brano di Elton John, Don't Let the Sun Go Down (tradotto: Non lasciare che il sole tramonti su di me).

Da qualche anno una calura devastante costringe gli umani a vivere di notte (con i termometri che segnalano impietosamente i loro bei 49 gradi) e asserragliarsi nelle case di giorno, con i megafoni che declamano per le città a ogni nuova alba: “il sole sta per sorgere, ricordiamo a vecchi e bambini di rientrare nelle case”.

Ma non è l'unica delle deviazioni fantascientifiche di questo distopico presente. Uno strano malessere dell'anima, quasi un'accidia dei sentimenti sembra infatti essersi impossessato qui  della gente. Tanto che esiste una sorta di agenzia che assicura una “attuazione coerente dell'illusione”, realizzando inconsueti desideri degli acquirenti, compresa la ri-creazione di quel calore umano che invece manca.

Così l'impiegato Jonah (“è il nostro miglior impiegato, ha molta esperienza non se ne pentirà”) vene assunto dalla madre single Cleo per dare un padre – o almeno “mimarlo” - alla figlia preadolescente Nika. Inizialmente la ragazzina si mostra riluttante, poi complice uno skateboard e anche la docilità dei gufi (raccolti in un enigmatico negozio) finisce con l'affezionarsi al giovane, generando in lui a sua volta progressivi turbamenti sino a una  profonda crisi.

L'idea, ha affermato la regista, è nata in lei durante un viaggio in Giappone dove ha scoperto l'esistenza di una agenzia che affitta persone per contatti umani, una cosa tra l'altro che ricorda uno dei primi film di Yorgos Lanthimos, Alps (2011) imperniato su un gruppetto specializzatasi, dietro compenso, a recitare dal vivo situazioni che ricordano il passato di persone defunte.

Il film dura un'ora e mezza ed è “fatto” di pochi dialoghi (recitati in inglese), tante carrellate, immagini fotografiche ora di notti metropolitane illuminate, ora di pallidamente bronzee albe e ora di piena abbacinante luce su città prive di movimenti, con in più qualche sequenza coreografata, come una recita tipo scolastica in cui Nika interpreta il sole e delle lezioni/performances di abbracci che peraltro ricordano più degli scontri di lotta, data l'inevitabile mancanza di emotività da parte dei partecipanti (tra cui Jonah).

Il rapporto tra l'impiegato Jonah e  Nika è descritto con particolare giustezza di toni, con gli interpreti Levan Gelbakhiani (georgiano) dall'aria sofferta e tapina che ha convinto i giurati, vincendo così il Pardo per la miglior interpretazione, e una espressiva Maria Pia Pepe capace di sciogliersi dalla chiusura all'empatia senza smagliature; viceversa un po' latente di motivazioni quello tra la madre (Agnese Claisse) e la figlia che avrebbe meritato spiegazioni e qualche sviluppo drammatico in più.

Ma la fortuna di un film (produzione italo-elevetica) che lascia trasparire più le doti di documentarista che di narratrice della svizzera Jacqueline Zund è soprattutto quella di contare su una scelta di visioni/inquadrature notevole (fotografia di Nicolai Von Graevenitz) e una scenografia che trova ambienti e squarci significativi, recuperati tra il Brasile, Genova e Milano, di enigmatica significanza (di Nicole Hoesli).

Foto: Don't Let the Sun (Catch You Crying) (2026) © 2026 Trent film All Rights Reserved.

Don't Let the Sun (Catch You Crying)
Svizzera, Italia, 2025, 100'
Titolo originale:
Don't Let the Sun
Regia:
Jacqueline Zünd
Sceneggiatura:
Arne Kohlweyer, Jacqueline Zünd
Fotografia:
Nikolai von Graevenitz
Montaggio:
Gion-Reto Killias
Musica:
Marcel Vaid
Cast:
Karidja Touré, Levan Gelbakhiani, Agnese Claisse
Produzione:
Lomotion, Casa delle Visioni
Distribuzione:
Trent Film

Nel caldo torrido, le persone si allontanano in solitudine. Jonah, 28 anni, conforta gli estranei finché non incontra Nika, 9 anni. Diventare la sua figura paterna destabilizza la sua vita.

Foto: Don't Let the Sun (Catch You Crying) (2026) © 2026 Trent film All Rights Reserved.

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