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Siamo nel quarto capitolo di Attraverso lo specchio di Lewis Carroll (1871). Alice cerca una strada per uscire dal bosco. Ma né Tweedledee, né Tweedledum le danno ascolto. Contrariwise Tweedledee ci tiene a recitarle una poesia intitolata Il tricheco e il carpentiere che a un certo punto fa così: “E' giunto il momento, disse il tricheco,/di parlare di molte cose:/di scarpe e barche e ceralacca/di cavoli e di re/e del perché bolle il mare/e se i maiali hanno le ali”.
E allora parliamone.
Di film con re, scarpe, barche e mare caldo, naturalmente, è piena la storia del cinema. Per questo motivo mi sono concentrato su cavoli e ceralacca. Per non parlare dei porci con le ali.

1) The Cabbage Patch Fairy (Alice Guy, 1900). Alice Guy è la prima regista della storia del cinema. Essendo una donna dovrebbe avere un'idea piuttosto precisa su come vengono al mondo i bambini, ma qui preferisce rifarsi a una vulgata popolare che associa il lieto evento ai cavoli. Certo che il modo in cui afferra i neonati per un braccio non è esattamente materno.

2) Pink String and Sealing Wax (Robert Hamer, 1945). Edward Sutton è prepotente e farmacista. Prepotente a casa, con moglie e figli. Sul lavoro invece è meticoloso e confeziona i suoi preparati chiudendoli con nastro rosa e ceralacca come prova che il suo prodotto è originale e non adulterato. Il film è del '45, epoca in cui i farmacisti non si limitavano a vendere preservativi e creme antirughe, ma realizzavano personalmente le loro preparazioni. Fossero anche dei veleni.

3) Le relazioni pericolose (Stephen Frears, 1988). Comincia così: vediamo un biglietto chiuso col suo bel sigillo in ceralacca. Il sigillo si rompe, il foglietto si apre e compare il titolo del film. Il fatto è che quello di Choderlos de Laclos è un romanzo epistolare e che in più le lettere hanno un ruolo essenziale in tutta la vicenda. Da quelle che riceve Pfeiffer (e Malkovich intercetta) a quelle tra Thurman e Reeves, fino alla lettera cruciale che Malkovich morente mostra a Reeves. Naturalmente, una volta aperte le lettere, i sigilli vanno a farsi a benedire, ma resta sempre la loro ombra.

4) Dracula di Bram Stoker (Francis Ford Coppola, 1992). Anche quello di Stoker è un romanzo epistolare per quanto le sue versioni cinematografiche raramente ne diano conto. Nel film di Coppola c'è qualche lettera (Reeves che scrive a Ryder), ma c'è solo un momento in cui vediamo Reeves con in mano il bastoncino di ceralacca ed è quello in cui prepara per la firma (per il sigillo) i contratti di acquisto delle case londinesi da parte di Oldman. Che è anche il momento in cui la trappola si chiude.

5) Porco rosso (Hayao Miyazaki, 1992). Marco Pagot non è esattamente un maiale, ma ne ha le fattezze. E non ha neppure le ali, ma il suo idrovolante Savoia S.21 sì. L'ammetto, ho un po' forzato le cose, ma l'ho fatto essenzialmente per evitare il film di Pietrangeli.

6) Il mistero di Sleepy Hollow (Tim Burton, 1999). Nella prima inquadratura vediamo cadere due gocce di un liquido rosso e denso. Sembra sangue. Scopriamo poi che è ceralacca, quella con cui Peter Van Garrett chiude il suo testamento. Giusto in tempo, perché già nella scena successiva le cose si mettono male.

7) La fabbrica di cioccolato (Tim Burton, 2005). La famiglia di Charlie Bucket è così povera, ma così povera che, quando può, mangia una zuppa di cavolo. E, visto che del cavolo non si butta via niente, si beve anche l'acqua di cottura.

8) Harry Potter e l'Ordine della Fenice (David Yates, 2007). Cominciamo dalle basi: howl in inglese vuol dire urlo, owl invece è il gufo. Howler (in italiano strillettera) è una lettera speciale, consegnata da un gufo, che ha la particolarità di surriscaldarsi se non viene aperta subito. E quindi esplodere, rompendo il sigillo che è a forma di bocca, in imprecazioni e rimproveri vari, profferiti dalla voce stessa del mittente. Nel film Harry Potter ne riceve uno da Mafalda Hopkirk dell'Ufficio per l'Uso Improprio delle Arti Magiche che gli comunica di essere stato espulso da Hogwarts per aver usato la magia fuori dalla scuola, ovvero alla presenza di un babbano. (Grazie a Jessica Palmieri per la segnalazione.) (Che sennò io col cavolo che sapevo cos'è un howler.)

9) Il discorso del re (Tom Hooper, 2010). Qui abbiamo la combo re/ceralacca. Edoardo VIII vuol sposare Wally Simpson che è divorziata e pure americana. Pur di farlo è disposto ad abdicare a favore del fratello, il riluttante e balbettante principe Albert. Il documento con cui lascia il trono è chiuso da un marchio in ceralacca bianca.

10) Stray Dogs (Tsai Ming-Liang, 2013). Scrive Tony Rains su Film Comment che l'unico filo narrativo rintracciabile in questo film è il cavolo. Siamo alle prese con una famiglia disagiata. Il babbo di giorno va in giro con dei cartelli che promuovono un'agenzia immobiliare. Di notte squatta assieme ai suoi due figli. La bimba un giorno va al mercato e compra un cavolo, ma non lo mangia, lo usa invece come bambola, ne fa una sorta di feticcio. Poi la ragazzina scompare e il babbo, per la disperazione, se lo prende a morsi. E per di più non smette mai di piovere.

P. S. Circa 25 anni dopo l'uscita di Attraverso lo specchio, un funzionario della filiale di Houston della First National Bank di Austin, tal William Sydney Porter, viene accusato di irregolarità nei libri contabili. Pochi giorni prima del processo Porter scappa dal Texas per rifugiarsi in Honduras dove comincia a scrivere un romanzo che in realtà è una serie di racconti variamente intrecciati tra loro. Uscirà solo nel 1904 col titolo Cavoli e re e col nome con cui in seguito Porter diverrà famoso: O. Henry. Ci sono dei capitoli intitolati Scarpe e Barche e c'è pure un Proemio, il capitolo iniziale, attribuito al Carpentiere, al termine del quale c'è perfino un riferimento diretto al promiscuous ear del Tricheco. Questo per dire che la fantasia di Carroll ha avuto proseliti. Fino ad arrivare a John Lennon il quale ha vivacemente sostenuto, per qualche strano motivo, che il Tricheco era lui.