C'è tutto sommato una differenza tra i bigotti e i fautori del politicamente corretto. I primi si ispirano genericamente alla triade “Dio, Patria e Famiglia”, i secondi, più pragmaticamente, passano il loro tempo a decidere ciò che si può o non si può dire. Entrambi si crogiolano nell'ebrezza di essere nel giusto e godono quando riescono a cogliere gli altri in fallo. (Tutto sommato, una versione blanda della sindrome nota come “lo sbirro che c'è in noi”.) Con l'unica differenza che i bigotti stanno attenti ai comportamenti (anche solo di facciata), i PC si occupano invece di labili varianti lessicali. Siamo passati cioè da un'etica che ti giudica per quello che hai fatto a una che contempla solo quello che hai detto o scritto.
Tutto questo ha ripercussioni anche sul cinema. Per dirne una, non c'è quasi più sesso.
Analizzando i 250 maggiori incassi tra il 2000 e il 2023 Stephen Follows ha calcolato che le scene di sesso sono diminuite in quel periodo del 40%. E anche quando ci sono, prevedono la presenza di un intimacy coordinator che è una sorta di consulente che deve assicurarsi che gli attori siano consenzienti e che tutti siano felici. In maggioranza sono donne (ma allora non sarebbe meglio un prete?). In realtà stanno lì per garantire alla produzione che non si ripetano casi come quello di Nastassja Kinski che, arrivata a 65 anni, si ricorda all'improvviso di non essersi trovata proprio a suo agio in una scena di Falso movimento, girata quando ne aveva 13.
Insomma, questa rinnovata sensibilità ha cambiato anche il modo di fare cinema. Al punto che ci sono diversi film del passato che oggi sarebbero letteralmente impensabili.
Qui di seguito ne elenco una decina.
1) Il cantante di jazz (Alan Crosland, 1927). Jack Robin (Al Jonson), fa il cantante, Va tutto più o meno bene finché per eseguire alcune canzoni (per es. Mother of Mine, I Still Have You) non si tinge la faccia di nero. FILE UNDER: blackface.
2) The General (Buster Keaton, Clyde Bruckman, 1928). Durante la guerra civile americana Johnnie Gray (Keaton) tenta inutilmente di arruolarsi nell'esercito sudista. In sostituzione s'impegna a difendere un treno. FILE UNDER: schiavismo, feticismo ferroviario, Si-Tav (nel senso di Anti-No-Tav)
3) Via col vento (Victor Fleming e altri, 1939). E' un film in cui gli schiavisti sono buoni e gli schiavi sono contenti di fare gli schiavi. A Hattie McDaniel (quella che dice “Sì badrona, sì badrona”) diedero pure l'Oscar come attrice non protagonista. FILE UNDER: schiavismo, razzismo, paternalismo
4) Frutto proibito (Billy Wilder, 1942). Susan Applegate (Rogers) non ha i soldi per il biglietto del treno. Ha giusto i soldi per quello ridotto. Allora si traveste da bambina e parte. E' piuttosto evidente che Ginger Rogers, all'epoca trentenne, non era una minore. Ma è altrettanto evidente che il maggiore Kirby (Milland) quella “bambina” se la porterebbe volentieri a letto. FILE UNDER: pedofilia.

5) Sentieri selvaggi (John Ford, 1956) Aveva scritto Godard: “Come posso odiare John Wayne quando appoggia Goldwater e amarlo teneramente quando solleva bruscamente tra le braccia Nathalie Wood nella penultima bobina di Sentieri selvaggi?”. Oggi il dilemma non si pone. Al rogo John Wayne e pure John Ford. FILE UNDER: razzismo nei confronti degli indiani d'America.
6) Colazione da Tiffany (Blake Edwards, 1961). Se non bastasse il fatto che fumano e bevono per tutto il tempo, se non bastasse la scarsa moralità della ragazza (Hepburn), c'è pure Mickey Rooney travestito da orientale che è la summa di ogni possibile stereotipo negativo sugli orientali, FILE UNDER: yellowface.
7) Hollywood Party (Blake Edwards, 1968). Hrundi V. Bakshi (Sellers) è un attore indiano che fa la comparsa a Hollywood. E' ovviamente un personaggio da ridere, buono soltanto a combinare guai. Parla anche male l'inglese e non capisce niente. Di fronte a un racconto tragico si trova a commentare: “Bellissimo questo barzelletto, io non so chi inventa”. FILE UNDER: razzismo nei confronti degli indiani (quegli altri)
8) La prima notte di quiete (Valerio Zurlini, 1972). Per quanto lei sia maggiorenne e consenziente, per quanto lui sia Delon (e chi avrebbe detto di no a Delon?), non c'è niente da fare: non è ammissibile che un professore vada a letto con una sua studentessa. FILE UNDER: rapporto scolastico improprio
9) Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Mel Brooks, 1974). Se vi spaventa ascoltare la n-word è meglio che lasciate perdere. Va detto però a difesa di Mel Brooks che lui non ce l'ha in particolare con i neri, lui ce l'ha con i neri, con i bianchi, i gialli, gli italiani, i messicani, i polacchi ecc... In questo senso è un uomo che non fa discriminazioni. FILE UNDER: linguaggio scorretto, flatulenze.

10) Ace Ventura (Tom Shadyack, 1994). A un certo punto Ace Ventura (Jim Carrey) bacia la tenente Lois Einhorn (Demi Moore). Poi scopre che in realtà la tenente è un uomo e allora comincia a fare tutte le facce che solo lui sa fare e, per il disgusto, va pure in bagno a sciacquarsi la bocca. FILE UNDER: omofobia.
