Tom Gormican

Anaconda

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Poveri e bistrattati serpenti! Nonostante in molte culture e religioni fin dai tempi antichi siano considerati esseri sacri e oggetto di adorazione (c’è anche tra i film un capolavoro pulp di Robert Siodmak a documentarlo, Cobra Woman del 1944), nella cultura popolare e dunque anche nel cinema sono raffigurati alla stregua di mostri assetati di sangue e comunque esseri infidi, ripugnanti e talvolta letali.

L’elenco dei film di questo genere è infinito e ve lo risparmio, anche se, avendo allevato rettili fin da bambino ed essendo un vero e proprio appassionato, crazy about reptiles, mi piacerebbe prima o poi dedicare un libro o almeno un saggio ai serpenti dello schermo. Al massimo, in positivo, la presenza di un serpente in un film può essere allusiva o simbolica o bizzarra, come il boa constrictor che Alex di Arancia meccanica tiene chiuso in un cassetto della sua camera da letto. Qualche volta è decorativa, come il pitone “indossato” dalla Santanico Pandemonium di Salma Hayek nel Twitty Twister, il saloon messicano di Dal tramonto all’alba. Rarissimamente il rettile milita dalla parte dei “buoni”: il pitone delle rocce indiano Kaa ne Il Libro della Giungla è la più notevole eccezione. Ma nel novantanove per cento dei casi un serpente viene inserito in un film per portare morte, come l’aspide nelle varie versioni di Cleopatra o il nido di crotali che frega Kirk Douglas al termine di Uomini e cobra di Mankiewicz o le centinaia di ofidi aviotrasportati nel delirante Snakes On A Plane.

Non fa naturalmente eccezione questo nuovo Anaconda, ennesimo episodio di una saga del terrore che dura dal 1996 quando uscì il primo e omonimo film di Luis Llosa. A dire il vero qui si pigia molto più a fondo il pedale della commedia e del comico, ma la storia è praticamente identica al capostipite, un cult che metteva assieme personaggi e paesaggi e situazioni da Lo squalo a Il Mostro della Laguna Nera in una sintesi pasticciata e demente ma sicuramente spassosa. Anzi, questo qui parte proprio da quello, perché i protagonisti cinefili sono dei fan del vecchio horror di Llosa e vogliono girarne il reboot nella giungla amazzonica brasiliana, e nel corso del film saltano fuori addirittura gli attori del vecchio film, Jennifer Lopez e Ice Cube, mentre si sprecano i riferimenti e rimandi.

Ovvio, alla fine il reboot che il regista fallito Jack Black e attore in declino Paul Rudd vogliono realizzare non è altri che il film stesso che noi stiamo vedendo. Non manca il cacciatore di serpenti, peraltro assai meno “macho” del Jon Voight del capostipite, che si aggregava alla comitiva in barca sul fiume come John Wayne nel deserto di Ombre rosse ai viaggiatori sulla diligenza Wells Fargo. In realtà, come va ormai di moda, l’unico vero “macho” del film è una femmina, una cattivissima trafficante d’oro. Come allora, il gigantismo dell’anaconda assassino non è spiegato, come spesso si è fatto, con esperimenti biologici o radiazioni atomiche: semplicemente, si è un po’ esagerato con le proporzioni, raddoppiando almeno la massima lunghezza accertata di questo boide acquatico sudamericano (nove metri al massimo).

Rispetto all’originale, si limitano molto i particolari raccapriccianti e addirittura splatter: tipo corpi già digeriti e poi risputati, profili di altri corpi che si intravvedono nella pancia del rettile. Niente di troppo disgustoso qui: tutto viene ricondotto (quasi) a un sano film per famiglie. Il mostro del film torna a muoversi con incredibile agilità grazie alla computer grafica. Appare e scompare nelle limacciose acque dei rios e delle lagune come il mostro della laguna nera: ma, meno romantico di lui, non si innamora di una donna (anche se, con la sua forma fallica, potrebbe volerla possedere). Semina morte, ma anche sano terrore e divertimento tra gli spettatori.


 

Anaconda
USA, 2025, 100'
Titolo originale:
id.
Regia:
Tom Gormican
Sceneggiatura:
Kevin Etten, Tom Gormican
Fotografia:
Nigel Bluck, Richard Bluck, Matt Toll
Montaggio:
Craig Alpert, Gregory Plotkin
Musica:
David Fleming
Cast:
Jack Black, Paul Rudd, Steve Zahn, Thandiwe Newton, Daniela Melchior, Ione Skye, Ben Lawson, Selton Mello, John Billingsley
Produzione:
Columbia Pictures, Fully Formed Entertainment
Distribuzione:
Eagle Pictures

Doug e Griff sono migliori amici fin dall’infanzia e hanno sempre sognato di rifare il loro film preferito di tutti i tempi: il “classico” cinematografico Anaconda. Quando una crisi di mezza età li spinge a buttarsi finalmente nell’impresa, partono per le profondità dell’Amazzonia per iniziare le riprese. Ma le cose si fanno serie quando appare improvvisamente una vera anaconda gigante, trasformando il loro set caotico e comico in una trappola mortale.

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