Possible Love di Lee Chang-dong

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Un’opera stratificata e coinvolgente, Possible Love. In un momento delicato della storia, una delle protagoniste accenna all’esibizione di un mago che, durante il suo numero, aveva fatto sparire un elefante. L’animale è naturalmente ancora lì: semplicemente è stato celato alla vista perché l’illusionista è riuscito a farci distogliere lo sguardo. Così nel film di Lee Chang-dong si ha costantemente la sensazione che qualcosa di potente e misterioso sia presente da qualche parte, appena fuori campo, in attesa di riemergere dall’ombra.

Una regista di documentari decide di raccontare la storia di Ho-seok, un lavoratore coinvolto negli scontri seguiti alla repressione del sit-in durante uno sciopero. L’uomo era stato brutalmente picchiato dalle forze di polizia intervenute e, dopo aver reagito nel tentativo di proteggere un collega, era stato arrestato, condannato e infine licenziato dall’azienda. La regista Ye-ji ha l’occasione di conoscere Mi-ok, moglie di Ho-seok, una donna intraprendente, che cerca fin da subito di convincere il marito, palesemente in disaccordo, a condividere la propria versione dei fatti davanti alla telecamera. Le due donne si avvicinano e, di conseguenza, anche i rispettivi mariti: le riprese del documentario diventano così l’occasione per un intrecciarsi di vite. Dedica finale a Kieslowski e in particolare al suo Decalogo, 10. 

Il film, Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, nonché proposta sudcoreana per l’Oscar al miglior film straniero, è stato presentato nella sezione “Icons” del festival di Busan. 

Lee Chang-dong torna dopo otto anni dal precedente Burning (2018) – lo stesso intervallo di tempo che separava quest’ultimo film da Poetry (2010) – con un’opera ispirata da un fatto realmente accaduto in Sud Corea nel 2009, la repressione in occasione dell’occupazione di una fabbrica conseguente ai licenziamenti di massa. Il regista conferma la sua capacità di costruire racconti in cui la dimensione sociale e politica non è separata da quella più emotiva e insondabile dell’esistenza. Il tema del lavoro, l’evidente differenza di classe tra le due coppie (non sfuggono allo sguardo di Mi-ok gli abiti o la borsa costosa che indossa Ye-ji), lo sguardo rivolto a chi viene marginalizzato sono il primo strato di una narrazione che si schiude in direzioni sempre meno prevedibili nel corso del film. 

Possible Love è anche un film sul cinema, nel quale le riprese del documentario, le memorie offerte alla telecamera, sono emozioni che si riattivano nel presente, modificando i rapporti tra chi filma e chi viene filmato. Certe apparentemente innocue e temporanee coincidenze umane possono far emergere strati di emozioni inspiegabili ma potenti: l’incontro tra Mi-ok e il marito di Ye-ji sulla spiaggia evoca un simile momento sospeso, vale a dire la danza della protagonista, al tramonto, in Burning, movimento sul confine tra abbandono e mistero, tra la possibilità di cambiamento e la sua mancata realizzazione. 

Su tutto, in Possible Love, lo sguardo di un bambino, il piccolo Cheol, che non solleva, ma anzi appesantisce questo affresco tragico contemporaneo di un’ambiguità silenziosa, contenuta ma potenzialmente dirompente.