There Will Be Snow di Chen Jianying

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I sensazionali paesaggi di Harbin e della Mongolia Interna virati in un tono di blu freddo sono il sottofondo del film di Story Chen, ambientato in un mondo futuristico gestito dall’intelligenza artificiale.

Presentato nella sezione “Vision – Asia” del festival, il film, che ha vinto il Bishkek International Film Festival – Central Asia Cinema Award, racconta di Gu Chen, un’insegnante di danza originaria della minoranza Evenchi, che cerca di sopravvivere nelle Terre Glaciali, un luogo in cui le persone vivono supportate (o piuttosto dominate) dal sistema Fireworks. Tutti vorrebbero spostarsi nelle Zone Luminose. Gu Chen ha una relazione con un ingegnere alla ricerca dei propri ricordi ma che la lascerà per tornare proprio nelle Zone Luminose, e improvvisamente si ritroverà come coinquilina la sorella più giovane, arrivata direttamente dalla città di origine. Il rapporto tra le due ragazze all’inizio non sarà idilliaco, ma nonostante caratteri apparentemente inconciliabili, il senso di sorellanza e di famiglia saranno un appiglio nel vuoto di calore della vita nelle Terre Glaciali.

Distopia in ambientazione minimalista, alla After Life (1998) di Koreeda Hirokazu: nel film del regista giapponese era un limbo oltremondo ricreato in una scuola dismessa, qui siamo in un ipotetico futuro tecnologico nelle estensioni della Cina del nord, con edifici fatiscenti, laghi ghiacciati e lunghi ponti in cemento a interrompere i riflessi del grigio metallico del ghiaccio e del cielo plumbeo.

Story Chen, che si era aggiudicata la Palma d’Oro al festival di Cannes nel 2022 con il cortometraggio The Water Murmurs, colloca questo racconto distopico nella città natale di Harbin e con un attento uso di luci e ambientazioni isola le storie umane portando la riflessione sull’importanza dei sentimenti e delle emozioni nell’era dell’intelligenza artificiale. In un’atmosfera evocativa e onirica, con un ritmo equilibrato, si dipanano le storie della protagonista e di coloro che le si stringono d’attorno: la sorella più giovane, improvvisamente riapparsa nella sua vita, l’uomo con il quale intrattiene una relazione, un amico. 

Ricordi e sentimenti ci salveranno dalla devastazione apparentemente gentile delle macchine? Gu Chen sfida le tempeste, si lascia trascinare da un gommone che scivola sul ghiaccio mentre in cielo esplodono fuochi d’artificio, a suo modo si oppone. La sua danza finale nella luce calda di un teatro abbandonato, mentre fuori è freddo e gelo e sistemi digitali che regolano la vita, appare allora quasi come un inno a una ribellione nel segno dell’arte, dell’emozione, del calore umano.