Nel popoloso e multietnico quartiere di Paddington, Londra, durante dei lavori edili, viene scoperta una bomba: “seconda guerra mondiale. Sembrano mille libbre” diagnostica il maggiore Tranter incaricato delle operazioni di dissinesco.
Messa in sicurezza la zona, polizia ed esercito procedono nelle operazioni...“come se fosse nuova di zecca. E' strano” commenta il caporale Martin osservando i particolari.
Infatti qualcosa di strano c’è, anzi molto. Nel deserto del quartiere qualcuno sta lavorando con tanto di attrezzatura adeguata per penetrare furtivamente nella Bank Al Muraqabah.
E' l'inizio di Fuze (ovvero miccia o spoletta), un divertente action thriller che esce quando proprio ormai si pensava che di buoni e intelligenti film ad alto tasso di suspence e adrenalina per questa stagione avremmo dovuto fare a meno. Invece...
A partire da questa situazione veniamo trasportati lungo la traccia/miccia che si rivela sempre più complicata, tra passato e un presente fatto di colpi di scena e tradimenti. Alla fin fine, di certo è che il codice d'onore dei compagni d'arme si rispetta, quello della legge un po' meno.
D'altra parte, come cantava il De Gregori impegnato “tu da che parte stai? Da quella di chi ruba nei supermercati o da quella di chi li ha costruiti, rubando?”.
David Hugh MacKenzie (classe 1969 è uno sceneggiatore-produttore-regista scozzese che si è barcamenato con onore nel cinema di genere meno corrivo, tra gialli sporchi e realisti (Young Adam, 2003), storie da manicomio (Follia, 2005, da Patrick McGrath), psico fantascienza pre apocalittica (Perfect Sense, 2011), crime story di frontiera (Hell or High Water, 2016).

Qui raduna tre robuste e virili star (o semi star) che sanno recitare, come Aaron Taylor Johnson, Theo James, Sam Worthington, ai quali si aggiunge per importanza di ruolo e di trama Elham Ehsas (ma nel poster non si vede, poco appeal eurocentrico!!!) e con un montaggio degno di un film tosto di Katherine Bigelow, senza nulla concedere a sottolineature retoriche conformiste, battutine o exploit salva morale (salvo la didascalia finale), gira un film di rapina, con tutti i crismi dei migliori esempi del genere d'antan. Tanto per rendere ulteriormente l'idea: poco viene rivelato del passato e del coté dei protagonisti, giusto quel che serve per giustificare le motivazioni e le dinamiche di quel che fanno.
Le rivelazioni cascano al momento opportuno, la tensione non cala mai lungo la storia e le interrelazioni tra i personaggi, senza ausili di effetti, trucchi o ammiccamenti vari. In scena qui ci sono dei professionisti, da entrambi i lati della barricata, spietati e sbrigativi solo quando la situazione lo richiede, senza un di più di sadismo.
Insomma il meglio del gangster movie hollywoodiano (dai '70 in poi: Lumet, Eastwood, Siegel per scomodare i Grandi) si fonde con la descrizione sociologica della metropoli britannica, con i normali comportamenti di una fauna multietnica e una certa seriosa “etica professionale” da parte della forza pubblica, efficiente e decisa senza debordare dai limiti, anche se inevitabilmente sempre un passo indietro ai malviventi (o no?).
Stills: Fuze - Conto alla rovescia (2025) © 2025 01 Distribution All Rights Reserved.
I lavoratori edili di Londra portano alla luce una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale, forzando l'evacuazione. I ladri opportunisti usano il caos come copertura per un'elaborata rapina.
Locandina: Fuze - Conto alla rovescia (2025) © 2025 01 Distribution All Rights Reserved.